AIUC - ASSOCIAZIONE ITALIANA ULCERE CUTANEE ONLUS

Ulcere cutanee in paziente nefropatico e dializzato

Avere in team un’ infermiera specializzata nel settore nefrologico è una bella fortuna visto che molti pazienti affetti da ulcere cutanee presentano problemi nefropatici o addirittura effettuano la dialisi. Marianna Monducci ha un'esperienza ventennale in ambito nefrologico, che può essere davvero molto utile in vulnologia, e ci aiuta a fare chiarezza sui due tipi di pazienti e sulle diverse cure che possono essere applicate nei due casi.

Attualmente Marianna lavora presso il Centro Iperbarico Ravenna con multeplici ruoli: infermiera presso gli ambulatori del Centro Cura Ferite Difficili, assistenza in camera iperbarica e qui coltiva anche una grande passione che le permette di tornare bambina e divertirsi: l'assistenza ai bambini affetti da patologie neurologiche.

Paziente Nefropatico

Quando ci troviamo di fronte a un paziente affetto da ulcera cutanea e veniamo a conoscenza del fatto che è nefropatico dobbiamo porre particolare attenzione alla somministrazione della terapia antalgica in quanto la maggior parte di questi farmaci vengono eliminati per via renale e bisogna fare molta attenzione a non sovraccaricare un organo già affaticato.

Nel caso il farmaco sia indispensabile per migliorare la qualità di vita del paziente che è temporaneamente compromessa è importante stimolarlo a bere molta acqua a piccoli sorsi durante la giornata (almeno 2 litri) ricordando che il rene è un organo “PIGRO” per cui lavora meglio se viene stimolato a farlo.

Anche per la terapia antibiotica è necessario interpellare il nefrologo che segue il paziente insieme all'infettivologo per valutare quale sia il farmaco più adatto con minor effetti collaterali possibile.

In questo caso è importante scegliere il tipo di medicazione avanzata in base anche al benessere locale per non creare traumatismi che ripiegano sull’uso di farmaci sistemici.

Paziente in Emodialisi

L’approccio ai pazienti con queste problematiche è diverso, infatti nelle stesse condizioni di presenza di ferite dobbiamo prendere in considerazione altri parametri.

Attenzione: un campanello d’allarme se ci troviamo davanti al connubio dialisi/diabete. Queste due patologie associate creano grossi problemi alla circolazione sanguigna e, se non ci sono controindicazioni, sarebbe veramente utile sottoporre il paziente a cicli di ossigeno terapia iperbarica per evitare, ritardare o ridurre rischi di amputazione.

Da parte nostra è importante tenere in considerazione tutti questi fattori per sapere che i tempi di guarigione saranno più lunghi ma comunque si arriverà alla fine.

E’ importante non perdere mai l’ottimismo e quindi vi sveliamo un “vantaggio” per i pazienti dializzati: nella somministrazione di terapie antidolorifiche non dobbiamo preoccuparci se somministriamo qualcosa normalmente definito “nefrotossico” perchè il rene ha già perso la sua funzionalità quindi possiamo osare qualcosa in più. Queste ovviamente deve sempre avvenire con il consenso del nefrologo di riferimento e suggerendo al paziente di seguire un "trucchetto": assumere i farmaci dopo il trattamento emodialitico in modo da sfruttarne  tutti i benefici.